Silvia Penso racconta il suo inizio di stagione Enduro: tra mare, sentieri e crescita personale
Ogni atleta porta nella propria disciplina un percorso unico, fatto di esperienze che ne modellano il modo di vivere lo sport. Per Silvia Penso, atleta di enduro, laureata in Scienze Motorie e oggi studentessa di Nutrizione, questo percorso nasce lontano dai sentieri, sull’acqua.
Prima dell’enduro c’è stata la vela, praticata ad alto livello tra campionati mondiali e regate internazionali. Uno sport fatto di equilibrio, strategia e sensibilità alle condizioni esterne.
Poi il cambiamento. La difficoltà di conciliare università e sport ha aperto la porta alla mountain bike. Tutto parte tra i sentieri del Carso triestino, insieme ai compagni di squadra.
L’impatto non è semplice. Sentieri tecnici, poco margine di errore e tante incognite. Eppure è proprio lì che nasce il legame con la disciplina. Adrenalina e sfida diventano parte dello stesso linguaggio. Da quel momento, la bici non è più una semplice alternativa.
L’enduro è una disciplina della mountain bike che si sviluppa nell’arco dell’intera giornata di gara, tra trasferimenti pedalati e prove speciali cronometrate in discesa. Il format è quello di un rally: il tempo viene registrato solo nelle discese, mentre i collegamenti tra una speciale e l’altra devono essere completati entro un tempo limite. Questo impone una gestione costante dello sforzo, alternando resistenza in salita e intensità in discesa.
La stagione 2026 è iniziata a metà marzo con la prima tappa del circuito Triveneto a Gorizia, valida anche come campionato regionale. Un primo riferimento dopo il lavoro invernale.
Il calendario prevede dodici gare tra circuiti italiani, Coppa del Mondo e Campionato Italiano. Un programma intenso che richiede costanza e chiarezza negli obiettivi.
Il focus non è legato al risultato finale, ma alla crescita. Ogni gara diventa un’occasione per affinare la guida, migliorare la gestione delle situazioni e aumentare la consapevolezza in gara. I risultati diventano una conseguenza, il riflesso del lavoro quotidiano.
Il circuito Triveneto rappresenta l’apertura della stagione: Silvia Penso prende parte alla prima tappa come unico appuntamento del circuito. La stagione prosegue poi con il circuito Senators, in Emilia-Romagna, che ha un ruolo diverso, non solo competitivo ma anche di rappresentanza.
Silvia gareggia con il team Tecnoedile–Federclub Trieste, mentre il supporto tecnico arriva da Bike Service Akademy di Bologna, punto di riferimento per la gestione del mezzo. Portare in gara questi colori significa sentirsi parte di un progetto.
La stagione è anche un’occasione per costruire nuove collaborazioni. Silvia è alla ricerca di partner con cui condividere il proprio percorso sportivo, valorizzando il lavoro dentro e fuori dalle gare.
Tra competizioni nazionali e internazionali, il calendario prende forma come un insieme di esperienze diverse ma collegate tra loro. Ogni gara aggiunge qualcosa, ogni speciale rappresenta un passaggio di crescita.
Perché, in fondo, il ciclismo non è solo uno sport da praticare, ma un processo di evoluzione. E questa stagione è solo un altro capitolo tutto da scrivere.
Silvia Penso