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CASTELLEONE (CR) – Dopo ventotto giorni di febbre, i tamponi, la positività a Covid-19, la lunga battaglia, ora Vittoria Maggi, 19enne cremonese ex ciclista può tornare a sorridere, è guarita e racconta la sua storia anche per mettere in guardia i suoi coetanei. Lo ha fatto ieri attraverso un video diffuso dall’emittente Cremona1, ma soprattutto nei giorni scorsi con un post molto significativo. Ha scelto di condividere pubblicamente le sue angosce per invitare tutti a non sottovalutare il nemico invisibile.

Vittoria, ha da sempre coltivato la passione per la bicicletta e corso nelle categorie femminili con le maglia di Imbalplast Soncino, Valcar-PBM e Gsc Villongo. È una tipa tosta perchè la vita non è stata affatto tenera con lei e la sua famiglia, nel 2014 aveva perso il giovane fratello Alessandro (14 anni) investito mentre si allenava in bicicletta.

Con la grinta che l’ha sempre contraddistinta ha affrontato anche questa nuova battaglia. Nel video racconta: “… Il 5 di marzo ho scoperto di essere positiva al Coronavirus. La vita da quarantena non è affatto facile, soprattutto per una ragazza di 19 anni che ha bisogno di conforto, dei suoi amici e voglia di uscire e fare festa. Non potevo vedere nessuno, ero sola, nemmeno mio padre che viveva in casa con me, potevo sentirlo solo al telefono come se fosse un amico lontano. In questo mese ho fatto quattro tamponi e finalmente il 5 di aprile è risultato negativo e ciò voleva dire che ero guarita da questo virus. La vita mi ha messo di fronte tante battaglie – continua nel suo racconto Vittoria – e quindi fin da subito mi sono fatta forza, non potevo mollare, dovevo reagire se volevo che anche il mio corpo reagisse. Con questo mio messaggio volevo solo dire a tutti i ragazzi, i giovani, ma anche a tutte le altre persone che nessuno è immune, questo virus non guarda in faccia a nessuno. Quindi non sottovalutiamo la situazione e restiamo in casa”.

Lo scorso 5 aprile, dopo aver appreso la bella notizia, Vittoria Maggi ha scritto sul suo profilo Facebook un toccante messaggio per riassumere la sua storia e che vi riproponiamo.

Finalmente mi sono svegliata da questo brutto incubo.
È tutto finito.
Tutto iniziò Domenica 1 Marzo.
Tosse, tanta tosse.
La febbre aumentava sempre di più finché quella lineetta blu non arrivò ai 40. Ero agitata.
Nemmeno con la tachipirina mi si abbassava; anzi, molte volte aumentava ancora.
Giovedì 5 Marzo mi hanno portato in pronto soccorso.
Ho 19 anni, e dentro di me pensavo “figurati se può succedere a me”.
Ebbene sì, quel tampone risultò positivo al Covid-19.
Stavo male, avevo poco fiato, la tosse che molte volte mi impediva quasi di respirare, il male ai polmoni, la rinite, la febbre sempre alta…
Iniziai i miei 15 giorni di quarantena.
piangevo quasi tutti i giorni. Era dura, molto dura ma non potevo mollare.
Dovevo reagire se volevo che anche il mio corpo reagisse.
La notte non dormivo e quando potevo messaggiavo con mia sorella cercando un po’ di conforto.
Dopo una settimana di antibiotico e cortisone la situazione non cambiava; il male ai polmoni rimaneva forte e la tosse non passava.
Giovedì 12 Marzo sono stata portata ancora in pronto soccorso.
Subito mi hanno fatto la tac.
Gli infermieri mi diedero un altro antibiotico ma anche con quello la tosse non passava.
Passati i 15 giorni di isolamento in una stanza senza poter vedere nessuno mi fecero il secondo tampone…
Quando mi dissero che ero ancora positiva crollai a piangere…stavo male, volevo solo che tutto finisse; volevo poter stare con mio papà, con mia sorella o anche solamente uscire in giardino e invece no… l’unica cosa che potevo fare era starmene chiusa in una cavolo di stanza 24 ore per altri 15 giorni…
Arrivò il momento di fare il terzo tampone.
Era ancora positivo…mi crollò il mondo addosso; non era possibile che dopo 26 giorni ero ancora positiva. Non ne potevo più, non riuscivo quasi più a reagire.
Non riuscivo a mangiare; avevo tutta la bocca distrutta per le medicine.
Non era una situazione facile.
Dopo 28 giorni iniziai a vedere la luce infondo a questo lungo tunnel.. finalmente il mio primo giorno senza febbre.
Siamo al primo di aprile; un mese esatto da quando questo incubo ebbe inizio…
Domani il quarto tampone.
05/04/2020.. una chiamata dall’ospedale e quelle parole “finalmente il suo tampone è risultato negativo”… crollai a piangere…un pianto di gioia.
Ci tengo a ringraziare Francesca (medico di pronto soccorso di Cremona), mia sorella (infermiera di pronto soccorso) che si è subito preoccupata per me e tutto l’ospedale di Cremona per avermi seguito in questo lungo mese.
Con questo volevo solo dire a tutti i ragazzi della mia età, o più giovani, di non sottovalutare questa situazione e di stare in casa perché quando sarete costretti a stare chiusi in una stanza 24 ore al giorno, a guardare il sole da una finestra, a sentire i vostri genitori per telefono nonostante siano nella stessa casa, indossare mascherina e guanti ogni volta che uscite dalla vostra stanza, disinfettare ogni singola cosa che toccate penserete bene a quanto era importante stare in casa.
E comunque il tampone nel naso fa male.
Baci”.

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