Presentata all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola la Ciclistica Santerno Fabbi Imola
La presentazione della stagione 2026 della Ciclistica Santerno Fabbi Imola è stata l’occasione per un altro pomeriggio di ciclismo andato in scena all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, con la consegna della 4ª Coppa Placci alla Carriera a Claudio Chiappucci, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.
Sabato 14 febbraio la presentazione della società sportiva giovanile imolese, attiva dal 1995, ha dato modo di raccontare e presentare i 16 ragazzi e ragazze delle categorie Giovanissimi, Esordienti e Allievi, al momento già tesserati per l’anno ormai alle porte. Un numero che potrà aumentare con l’inserimento di altri giovani interessati a provare l’esperienza di pedalare con la bici da corsa.
L’occasione per rinnovare l’impegno e la missione della società, che prosegue sul solco tracciato fin dalla fondazione nel 1995, ha visto la partecipazione di oltre 150 persone, desiderose di salutare i protagonisti del ciclismo: i giovani di oggi e coloro che hanno fatto la storia del ciclismo italiano.
La giornata ha infatti visto la presenza di numerosi ospiti istituzionali: la vicesindaca del Comune di Imola Elisa Spada, il consigliere regionale Fabrizio Castellari, l’amministratore unico di Formula Imola Massimo Monti, il direttore dell’Autodromo di Imola Pietro Benvenuti, il consigliere del comitato regionale Federciclismo Matteo Baldissarri e il presidente del comitato provinciale Federciclismo Antonio Ussia.
Dopo il saluto introduttivo del presidente della Santerno Fabbi, Luca Medri, i valori che rappresentano la società sono stati ribaditi nelle parole di Mirko Fabbi, in rappresentanza di Fabbi Imola, e di Andrea Dosi, per Cicli Dosi. Un percorso tracciato fin dal 1995 dal fondatore Ilario Rossi e dai soci fondatori, che già quell’anno avevano avviato l’attività grazie al supporto della famiglia Fabbi (con Giocondo Fabbi presente in sala) e di Walter Dosi.
Tra i momenti più attesi della giornata, la consegna della 4ª Coppa Placci alla Carriera a Claudio Chiappucci, accompagnata da una bottiglia magnum offerta da Ca’ Lunga, azienda imolese di terza generazione della famiglia Cassetta. Un momento simbolico e particolarmente sentito con il campione degli anni Novanta, vincitore di tappe al Giro d’Italia, al Tour de France e della Milano-Sanremo, ancora amatissimo dal pubblico per la sua caparbietà.
“El Diablo”, soprannome che lo ha accompagnato in carriera, ha ricordato il forte legame con la Coppa Placci, sua prima grande vittoria da professionista nel 1989. Non è mancato il saluto a Nino Ceroni, presente in sala e storico organizzatore della Coppa Placci, che Chiappucci ha abbracciato con piacere e amicizia.
Tra le tante figure presenti anche gli ex professionisti Fabiano Fontanelli, Luigi Sarti, Fabrizio Amerighi, Fabio Patuelli e l’organizzatore del Mondiale di ciclismo 2020 Marco Selleri.
La Ciclistica Santerno Fabbi Imola, oltre a presentare i propri team e lo staff per la nuova stagione, ha ricordato anche gli appuntamenti organizzativi del 2026, tra cui il Gran Premio Fabbi Imola, in programma sabato 29 e domenica 30 agosto 2026, che festeggerà la sua 30ª edizione.
Per quanto riguarda la Coppa Placci alla Carriera, il trofeo è una riproduzione della storica Coppa Placci e, prima dell’assegnazione a Claudio Chiappucci, era stato consegnato anche a Marino Amadori, Davide Cassani e Italo Zilioli.
Il premio è stato ideato nel 2023, nel centesimo anniversario della prima Coppa Placci, dalla Santerno Fabbi insieme alla Fondazione Luciano Pezzi (idea di Fausto Pezzi, figlio di Luciano), ed è stato subito apprezzato e condiviso dai soggetti imolesi storicamente coinvolti nella corsa professionistica organizzata dall’US Imolese, da Nino Ceroni a Virgilio Rossi ed Edore Campagnoli, fino a Marco Selleri.
In sala stampa dell’Autodromo i partecipanti hanno potuto ammirare anche un’esposizione di componenti storici di biciclette, a cura di Fausto Pezzi, oltre a foto e maglie di Claudio Chiappucci provenienti dalla collezione di Claudio Fargione, il tutto in collaborazione con Walter Dosi.