Elisa Longo Borghini: "Questa medaglia vale più di una vittoria. Grazie anche ai consigli di Nibali"
RIO DE JANEIRO (BRASILE) – La prima medaglia per il ciclismo alle Olimpiadi di Rio2016 l’ha portata ieri Elisa Longo Borghini, medaglia di bronzo nella prova femminile su strada.
Una medaglia di peso, di grande valore, che conferma le qualità della piemontese di Ornavasso sicuramente uno dei più grandi talenti che il ciclismo femminile italiano ha saputo sfornare negli ultimi anni. A distanza di 8 anni da Pechino 2008 il gruppo azzurro diretto da Dino Salvoldi torna sul podio ad una Olimpiade e come in Cina con Tatiana Guderzo (protagonista anche oggi a Rio, ha chiuso in 14esima posizione la gara), è ancora un bronzo.
“Sono molto felice per questa medaglia – si è confessata la Longo Borghini -. Perchè l’ho vinta al termine di una gara molto difficile. Non potevo credere che potesse essere così dura. Questa medaglia è speciale. Essere sul podio olimpico è qualcosa di speciale. Questa medaglia vale più di una vittoria, ha un sapore speciale”.
Così come era accaduto sabato per Vincenzo Nibali, anche ieri la discesa tecnica da Vista Chinese è risultata decisiva nel bene e nel male per l’esito della prova olimpica. “Giusto la sera prima della nostra gara avevo parlato con Nibali – racconta Elisa Longo Borghini -, mi aveva detto che la discesa era molto tecnica e anche molto insidiosa e che dovevo stare attenta a non rischiare troppo come purtroppo è capitato a lui. Le sue parole mi hanno spinto a scendere con molta prudenza in gara. Sapevo che il rischio di incappare in un brutto incidente era dietro l’angolo e di queste cose ne so qualcosa visto che tre anni fa sono incappata in un bruttissimo incidente di cui porto ancora le cicatrici e che mi ha fatto passare momenti difficili. Ma ora tutto è dimenticato, sono troppo contenta per questa medaglia”.
Figlia dell’ex olimpionica di sci di fondo Guidina Dal Sasso, anche lei aveva iniziato a praticare lo sci da piccola, poi a 9 anni sceglie la bicicletta seguendo le orme del fratello Paolo Longo Borghini, dieci anni tra i professionisti, gregario stimato al fianco di capitani come Basso e Nibali nei Grandi Giri. La prima maglia è quella del Pedale Ossolano, una scuola di sport e di vita. Le prime gioie, le prime vittorie, non mancano i momenti difficili, ma Elisa è tenace, è determinata e raggiunge la categoria maggiore. Primi anni di gavetta in Italia poi prima veste la maglia della scandinava Hitec-Products e a 21 anni, dopo aver conquistato la maglia di miglior giovane al Giro Rosa, va a prendersi la medaglia di bronzo al Mondiale di Valkenburg 2012, vinto dalla “cannibale” olandese Marianne Vos. L’anno dopo si conferma ad altissimi livelli vincendo in Coppa del Mondo al Trofeo Binda di Cittiglio, è seconda alla Freccia Vallone, ma la sua stagione viene interrotta da un pauroso incidente durante il campionato italiano, sempre a Cittiglio, si procura la frattura della cresta iliaca ed è costretta a diversi mesi di stop. Ma per la dinamica, con quella scivolata sotto il guardrail, poteva andare decisamente peggio.
Il 2015 passa allo squadrone britannico Wiggle Honda (ora Wiggle High5) ed è l’anno della definitiva consacrazione nell’élite del ciclismo mondiale. Dopo il terzo posto alle Strade Bianche va a vincere il Giro delle Fiandre Femminile con una galoppata solitaria di 32 chilometri. Quest’anno ha vinto il Campionato Italiano a cronometro ed è vice campionessa d’Italia su strada. Ed ora in bacheca può appendere anche una bellissima medaglia di bronzo olimpica.
Ma non è finita qui. Mercoledì 10 agosto Elisa Longo Borghini tornerà a difendere la maglia azzurra anche nella prova olimpica a cronometro femminile (km 29,86 – Partenza ore 13,30 italiane). “Parto tranquilla. Non ho obbiettivi particolari. So di non essere al livello delle migliori in questa specialità, ma certo darò il massimo per onorare questa maglia”, ha concluso la Longo Borghini.
(Servizio a cura di Giorgio Torre)


