TODAY WITH: Enrico Balliana. Leggi l’intervista dedicata allo junior del Team ECOTEK Zero24

Il presente di Enrico Balliana lo conosciamo tutti: è il campione italiano e uno dei talenti più fulgidi della categoria juniores. Il futuro del portacolori del Team ECOTEK Zero24 è invece tutto da scrivere. È recente, infatti, la notizia della sua firma con la Red Bull BORA Hansgrohe Rookies per la prossima stagione, la sua prima da Under 23.

Enrico, quali sono le sensazioni che hai provato quando è arrivata la chiamata dalla Red Bull?

“Mi ha dato una grande consapevolezza: sarò un corridore di un team forte e importante. È vero, entrando nella devo di una World Tour so che la strada verso il professionismo è già un minimo tracciata, ma mi aspetta tanto lavoro: calendario internazionale, gare di altissimo livello. Sono veramente motivato.”

Perché hai scelto questa squadra?

“Molto semplicemente perché è la mia squadra dei sogni. Ho poi anche seguito i consigli di Giuseppe Martinelli, di cui mi fido ciecamente: anche lui riteneva che la Red Bull potesse essere la soluzione migliore, tra le varie offerte ricevute.”

Cosa ti aspetti da questa futura esperienza?

“Ci penserò dopo la fine della stagione, sono concentrato sugli ultimi mesi con la ECOTEK Zero24. Ho ancora diversi obiettivi importanti, sono carico e fiducioso.”

Passare alla Red Bull è, come hai detto, un sogno che si avvera. Ma c’è qualcosa che temi di questo grande passo?

“Essendo una formazione top, ho un po’ il timore di ‘scomparire’, diventando uno dei tanti. I colloqui che ho avuto con il team mi hanno comunque rassicurato e tranquillizzato da questo punto di vista.”

Realtà internazionale, compagni da tutto il mondo… come te la cavi con l’inglese?

“Direi bene, ho fatto i colloqui in inglese e riesco a farmi capire senza problemi. Devo però migliorare un po’ nei termini tecnici del ciclismo.”

Quest’anno alla Red Bull c’era un trio italiano che ha fatto e sta facendo grandi cose. Lorenzo Finn, Davide Donati, Alessio Magagnotti: li conosci? Hai avuto occasione di confrontarti con loro?

“Purtroppo non li conosco, solo con Donati mi è capitato di fare qualche giro insieme e ho grande stima nei suoi confronti. Tra l’altro con lui condivido anche il passato in MTB e lo stesso preparatore atletico, Mattia Zontini, oltre a Manuel Pedretti, che è stato allenatore di entrambi.”

La firma con la devo della squadra di Evenepoel e Roglič è solo il capitolo più recente di una storia iniziata da lontano, in cui il ciclismo è entrato relativamente tardi. Enrico, infatti, come la maggior parte dei suoi coetanei ha iniziato con il calcio, sport che ha praticato fino al 2020 nella Simba di Oristano, la scuola dell’ex interista Gianfranco Matteoli. Ed è cresciuto in una terra, la Sardegna, che ha dovuto lasciare ad appena 16 anni per inseguire i suoi sogni.

C’è qualcosa, da ex calciatore, che ti è utile ora nel ciclismo?

“Sicuramente il saper fare squadra e vivere lo spirito di gruppo. Poi, aspetto che forse un po’ manca nel ciclismo, mi porto dietro una maggiore attenzione verso la cura della tecnica.”

Quali sono i primi ricordi legati alla bici?

“I giri che facevo con la mia famiglia in campagna o tra i monti della Svizzera, da cui proviene mia mamma.”

Madre svizzera, padre di origine veneta, ma tu ti senti orgogliosamente sardo. Com’è il rapporto con la tua terra natia?

“È davvero forte, in Sardegna ci sono persone speciali ed è sempre bellissimo tornarci. È una bolla felice, in cui nulla cambia e tutto resta uguale: mi piace proprio per questo, perché è una certezza. Solo noi sardi possiamo comprendere pienamente il legame che abbiamo con la nostra terra.”

Com’è stato lasciare la Sardegna e “diventare grande” quando eri ancora un adolescente?

“Il primo anno non è stato per niente facile, era tutto nuovo per me, dovevo quasi ricominciare da zero e ho fatto fatica a entrare nel mood giusto. È un’esperienza che mi ha fatto crescere parecchio, ora sono al 100% autonomo. Cucinare, fare la spesa, pulire casa: tutte cose che devo fare da solo.”

A Brescia hai trovato una “nuova famiglia” e alcune persone che ti sono state vicine. Partiamo da Beppe Martinelli, direttore sportivo alla ECOTEK Zero24 e nome storico del ciclismo. Che importanza ha per te e qual è il consiglio più importante che ti ha dato?

“È una figura chiave, un vero mentore: abbiamo un rapporto molto stretto e mi fido di lui a occhi chiusi. Di insegnamenti me ne ha dati tantissimi, ma uno di quelli che più mi è rimasto impresso è uno dei primi: ‘tu pensi troppo, ogni tanto devi staccare le gambe dalla testa’, mi aveva detto poco dopo che ci eravamo conosciuti.”

E invece Paolo Novaglio, che ti ha portato in Lombardia accogliendoti a casa sua?

“È un vero e proprio secondo papà, è sempre presente e disponibile per tutto.”

Chiudiamo come abbiamo iniziato, parlando di futuro e ciclismo. Quali sono gli obiettivi per il finale di stagione?

“Punto a fare bene al Giro della Lunigiana con la maglia della Sardegna e a ottenere la convocazione in azzurro per Europei e Mondiali.”

INTERVISTA di Marco Adamo

LA SCHEDA

Nome: Enrico
Cognome:
Balliana
Anno di nascita:
2008
Categoria:
Junior 2° anno
Squadra:
Team ECOTEK Zero24
Residenza:
Brescia, sardo di nascita
Instagram:
il.ballia

Tipo di corridore: Completo
Ti alleni solo in bici? O fai anche palestra, corsa, altro:
Palestra d’inverno
Il tuo grande sogno:
Vincere la Milano-Sanremo
Obiettivo per questa stagione:
Giro della Lunigiana, convocazione in nazionale per Europei e Mondiali
Luogo preferito dove allenarti:
Lago d’Iseo e il giro di Monte Arci in Sardegna
Ti alleni da solo o in compagnia:
in Sardegna, spesso con mio fratello e la mia ragazza
Gara professionisti preferita:
Milano-Sanremo
Ciclista professionista preferito:
Mathieu Van der Poel
Cosa fai oltre al ciclismo (scuola, università, lavoro):
Liceo Sportivo
Materia preferita:
Discipline sportive
Materia che “odi”:
Matematica e fisica
Sport preferito (no ciclismo):
Calcio e sci
Atleta preferito (no ciclista): Cristiano Ronaldo e Marco Odermatt
Hobby preferito (no sport):
Passeggiare in montagna e pescare
Serie tv preferita:
La casa di carta