C’è un corridore in gruppo che quest’anno sembra aver fatto il salto di qualità: Filippo D’Aiuto, friulano classe 2002, che dopo una stagione difficile alla Petrolike è “tornato a casa” alla General Store – Essegibi – F.lli Curia. Filippo aveva già corso, infatti, nella squadra veronese dal 2022 al 2024 raccogliendo ottimi risultati, tra cui il trionfo al GP Capodarco.
Nuovamente alla corte di Diego Beghini, nel 2026 è tornato alla vittoria, centrando anche il primo successo tra i professionisti alla prima tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali e imponendosi al Trofeo Alcide De Gasperi. Ma è stato protagonista anche in corse prestigiose dove non ha vinto, come la Lotto Famenne Ardenne Classic – sfiorando il colpo grosso dalla fuga – e il Campionato Italiano in Piemonte.
Credi che questa stagione sia la migliore della tua carriera finora?
“Sicuramente, sia come risultati che per valori e sensazioni, nonostante qualche infortunio e intoppo.”
Quella del 2025, invece, è stata più avara di risultati. Cosa ti ha lasciato l’annata in Petrolike?
“Tanta esperienza, grazie al calendario internazionale che abbiamo fatto. Ho preso parecchie batoste che però, col senno di poi, mi hanno aiutato molto a crescere.”
La mancanza di risultati è stata difficile da gestire mentalmente?
“Non è stato facile, i piazzamenti servono anche per avere un riscontro. A metà stagione ero un po’ abbattuto, ma comunque tranquillo e conscio di aver lavorato bene. C’è da dire, però, che ho anche avuto un po’ di sfortuna.”
Ti riferisci al GP Kranj e alla Coppa Città di San Daniele?
“Esatto. In Slovenia ho rischiato di vincere dalla fuga, a San Daniele ero con i primi tre e mi è caduta la catena.”
In cosa credi di essere migliorato partecipando a gare internazionali di alto livello?
“Ho imparato a leggere meglio tatticamente le situazioni di corsa. Nelle gare italiane le squadre Continental spesso tengono le redini della corsa e sono marcate. A livello internazionale, bisogna essere in grado di cogliere le occasioni al momento giusto. Riassumendo la mia esperienza in Petrolike: pochi risultati ma grande crescita.”
Arriviamo al 2026. Guardando alla tua stagione finora, salta all’occhio un numero di giorni di gara inferiore rispetto agli anni passati… Scelta obbligata o concordata con la squadra?
“Direi obbligata. Ho dovuto saltare, a inizio stagione, il Giro di Sardegna per problemi al ginocchio che mi hanno condizionato anche nel post Coppi e Bartali. Inoltre, il Giro d’Abruzzo è stato spostato. Noi élite non abbiamo tante corse in calendario.”
Pochi giorni di corsa, ma già due vittorie tra cui la prima tra i professionisti alla Coppi e Bartali. L’attacco nella prima tappa era programmato?
“In realtà ho totalmente improvvisato. Ero caduto poco prima e la gara era molto confusa a causa dei ventagli. Sapevo che il gruppo aveva fatto molta fatica ma anche che sarei stato battuto in volata. Ho provato, ed è andata molto bene.”
Sei stato anche protagonista al Campionato Italiano in Piemonte. Com’è andata la giornata?
“Ero in fuga dall’inizio, ma sono rientrati quelli che vanno forte in salita – Finn, Ciccone, Garofoli – e la Trek ha fatto un gran lavoro per chiudere. Nel finale stavo bene e ho scambiato due chiacchiere in friulano con Milan…”
E gli altri, ovviamente, non potevano capirvi… Per concludere, programmi per il resto della stagione?
“Sicuramente un periodo di stacco dalle gare. Il calendario per agosto e settembre non è ancora ben definito.”
(Intervista a cura di Marco Adamo – Foto: Agostino Bortignon)
LA SCHEDA
Nome: Filippo
Cognome: D’Aiuto
Anno di nascita: 2002
Categoria: élite
Squadra: General Store -Essegibi – F.lli Curia
Residenza: Chiopris-Viscone (Udine)
Instagram: filippodaiuto
Tipo di corridore: Passista adatto alle classiche
Corridore più forte con cui hai gareggiato: Van der Poel e Del Toro
Ti alleni solo in bici? O fai anche palestra, corsa, altro: Palestra, trail running in inverno
Il tuo grande sogno: Correre il Giro d’Italia
Luogo preferito dove allenarti: il Collio tra Italia e Slovenia
Ti alleni da solo o in compagnia: spesso con Nicolò Buratti
Lavoro specifico in bici che “odi” di più: Lavori di forza come torque e partenze da fermo
Gara professionisti preferita: Campionato Mondiale
Cosa fai oltre al ciclismo: Scienze motorie all’università
Sport preferito (no ciclismo): Trail running
Film preferito: Lo Hobbit