TODAY WITH: Guido Viero. Leggi l’intervista dedicata allo junior del Team Nordest Petrucci Assali Stefen

Guido Viero, junior del team Nordest Petrucci Assali Stefen GS Cadidavid, ha 18 anni ma un’esperienza già molto ricca e variegata. Nel 2025, da junior 1° anno, si era messo in mostra con numerosi piazzamenti, la vittoria alla Piccola Tre Valli Varesine e diverse partecipazioni in gare internazionali. Nel 2026, non si è solo confermato ma ha rilanciato, tanto da meritarsi le prime convocazioni con la maglia azzurra. Il suo curriculum estero inizia a essere parecchio rilevante… chi, meglio di Guido, può raccontare com’è il mondo delle corse juniores internazionali?

Già nel 2025, tuo primo anno da junior, hai fatto una gran stagione, affacciandoti anche sul panorama delle gare internazionali. Che differenze hai notato rispetto alle gare italiane?

“La prima differenza riguarda il fatto che non corriamo con la nostra squadra, ma insieme a quelli che di solito sono i nostri avversari. Bisogna uscire dalla dimensione di team, imparando a convivere e correre insieme. Si crea comunque sempre un bel legame, di fatto siamo tutti amici. Poi le dinamiche di gara sono molto diverse. Le gare internazionali assomigliano molto alle gare dei professionisti: cambia la gestione della corsa, perché le squadre sono più organizzate. Di conseguenza, ci sono meno scatti e i più forti arrivano sempre davanti. Ricordo, ad esempio, al Lunigiana la Norvegia che ha corso letteralmente come i pro: squadra unita e compatta che controlla e fa il forcing, poi il capitano che scatta e la gara che esplode.”

A proposito del Lunigiana… è veramente, come si usa dire, il “Tour de France degli juniores”?

“In realtà no, secondo me è una corsa completamente a sé. Essendo a fine stagione, tutti arrivano ben preparati e con tanti chilometri nelle gambe. E poi spesso fa veramente caldo.”

Nel 2026 sei partito molto forte e la Nazionale è venuta a cercarti. Ti aspettavi la convocazione o è stata una sorpresa?

“Già nel 2025 ero in orbita nazionale e avevo fatto qualche ritiro, ma nel corso della stagione ero un po’ uscito dai radar. Quest’anno ho fatto bene fin da subito e, considerando che il team ha ottimi rapporti con la nazionale, il mio Ds mi aveva già anticipato della convocazione. Ma io, finché non l’ho avuta in mano, non ci ho creduto.”

Vorrei approfondire il tuo debutto con la maglia dell’Italia. Sei passato da fare il gregario alla Volta Castellò a giocarti la vittoria al Trofeo Victor Cabedo: ci racconti quei giorni?

“Durante la Volta Castellò, corsa con tre tappe, non stavo benissimo e mi sono messo a disposizione della squadra. Ho aiutato molto Patrick Pezzo Rosola – che ha poi chiuso 2° in GC – soprattutto sugli sterrati della seconda tappa. Al Trofeo Victor Cabedo, sentivo di avere una gran gamba. I leader erano Solavaggione e Pezzo Rosola, io avevo libertà ma con un occhio di riguardo verso i capitani. Appena entrati nel circuito, caratterizzato da salite molto lunghe, i belgi hanno fatto una gran selezione. Poi un belga e un olandese hanno attaccato e io, dopo aver parlato con i miei compagni, sono riuscito a seguirli. Sono poi rientrati alcuni francesi e spagnoli, tra cui Aitor Martinez: corre in Italia, lo conosco ed è veramente forte. Siamo così arrivati in un gruppetto: allo sprint ero sulla ruota giusta, ma sullo strappo finale ho perso qualche metro da Aitor. Non sono riuscito a rientrare, ha vinto lui perché era il più forte.

Dopo la Spagna, è arrivata una nuova chiamata in azzurro per il Trophée Centre Morbihan, in Francia. Inizi ad avere una certa esperienza di gare internazionali… hai notato qualche dinamica ricorrente nel modo di correre delle squadre estere?

“Scherzo ma non troppo dicendo che tutti vedono rosso appena notano noi italiani! Battute a parte, gli olandesi sono incredibili perché vogliono essere sempre davanti e attaccano continuamente, anche a costo di finirsi. I belgi di solito gestiscono bene la corsa, perché hanno gerarchie chiare e definite. Gli spagnoli, nella loro corsa di casa, mi hanno stupito perché andavano veramente forte e non si sono mai risparmiati.”

E invece voi in maglia azzurra come correte? Avete qualche caratteristica che vi contraddistingue?

“Per noi dipende molto dal percorso e da chi c’è in squadra. Nella corsa a tappe in Spagna, ad esempio, ci sono stati distacchi importanti fin da subito e le gerarchie sono venute fuori da sé. È andata diversamente in Francia, dove la classifica era veramente corta.

Una cosa che ci distingue sicuramente è che puntiamo sulla forza del gruppo, ci aiutiamo molto a vicenda. Sia Dino Fusar Poli in Spagna che Luca Colombo in Francia si sono dimostrati dei Ds molto bravi a creare e gestire il gruppo.”

Per concludere, come proseguirà la tua stagione? Quali sono gli appuntamenti più importanti?

“Innanzitutto, il Campionato Italiano. Poi con la squadra parteciperemo al Tour del Valromey, una gara a tappe francese durissima: sai che forse è questo il vero Tour de France degli juniores! Poi probabilmente farò il Giro della Lunigiana e chissà se avrò altre occasioni di correre con la Nazionale.”

(Intervista a cura di Marco Adamo)

LA SCHEDA

Nome: Guido
Cognome:
Viero
Anno nascita:
2008
Categoria:
Juniores 2° Anno
Squadra:
Nordest Petrucci Assali Stefen GS Cadidavid
Residenza:
Verona
Instagram:
guidovieroo
Tipo di corridore:
Passista scalatore

Ti alleni solo in bici? O fai anche palestra, corsa, altro? Palestra, sci di fondo in inverno, corsa nei periodi di stacco
Sei seguito da un nutrizionista? Quello della squadra, dà indicazioni, mi piace anche fare da me e imparare
Sei seguito da un mental coach? Lo abbiamo in squadra, Enrico Spadini, la sua presenza mi aiuta molto
Il tuo grande sogno: Vincere il Giro delle Fiandre

Ti alleni da solo o in compagnia? Solitamente da solo, ogni tanto con Mattia Negrente
Lavoro specifico in bici che più “odi”: Torque
Gara professionisti preferita:
I 3 Grandi Giri
Ciclista professionista preferito:
Evenepoel, ma al Giro d’Italia mi è piaciuto molto Narvaez
Programma nei prossimi mesi:
Campionato Italiano, Tour de Valromey, Giro della Lunigiana

Cosa fai oltre al ciclismo (scuola/uni/lavoro): Scuola
Materia preferita:
Fisica e chimica
Materia che “odi”:
Matematica

Sport preferito (che non sia ciclismo): Guardare sci alpino, praticare calcio (ex calciatore)
Atleta preferito (che non sia un ciclista):
Sebastian Sawe, il maratoneta che ha da poco fatto il record sotto le 2 ore
Hobby preferito (che non sia uno sport):
Uscire con gli amici