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	<title>#AMOLABICI Archivi - BICITV</title>
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	<description>Tutte le news sul ciclismo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 May 2025 08:13:14 +0000</lastBuildDate>
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	<title>#AMOLABICI Archivi - BICITV</title>
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	<item>
		<title>Presentato il 58° Circuito del Porto Internazionale Trofeo Arvedi</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2025/05/16/presentato-il-58%c2%b0-circuito-del-porto-internazionale-trofeo-arvedi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 08:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[A - Head News]]></category>
		<category><![CDATA[Elite/Under 23]]></category>
		<category><![CDATA[Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Cicrcuito del Porto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' stato alzato il velo alla cinquantottesima edizione del Circuito del Porto Internazionale Trofeo Arvedi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2025/05/16/presentato-il-58%c2%b0-circuito-del-porto-internazionale-trofeo-arvedi/">Presentato il 58° Circuito del Porto Internazionale Trofeo Arvedi</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato alzato il velo alla cinquantottesima edizione del Circuito del Porto Internazionale Trofeo Arvedi. La classica cremonese, in programma domenica 18 maggio, è stata presentata presso la Sala dei Quadri all’interno del Palazzo del Comune di Cremona. Ai piedi del Torrazzo, con gli organizzatori del Club Ciclistico Cremonese 1891 Gruppo Arvedi con in testa il presidente <strong>Rossano Grazioli</strong> a fare gli onori di casa l&#8217;Assessore allo Sport <strong>Luca Zanacchi</strong> che ha salutato “<em>con orgoglio ed entusiasmo una corsa che è un vanto per la nostra città, parte integrante del patrimonio sportivo e culturale della nostra popolazione, che con il ciclismo ha un rapporto duraturo e profondo. Se il Circuito del Porto prospera è grazie al lavoro del Club Ciclistico Cremonese 1891 Gruppo Arvedi che porta avanti una tradizione lunga e prestigiosa. </em><em>Cremona è stata Città Europea dello Sport, qui lo sport si sviluppa in molti modi ed altrettante discipline. Il ciclismo da sempre è motivo di passione e grande seguito di praticanti e di pubblico. La dimostrazione viene anche dal Circuito del Porto, che ogni anno richiama tanta gente sulle nostre strade; negli ultimi anni il Club Ciclistico Cremonese ha contribuito in maniera determinante alla crescita di questa corsa, lavorando su elementi fondamentali come la qualità della partecipazione, la diretta televisiva, la cura di tanti piccoli ma rilevanti dettagli. Ai dirigenti ma anche a chi lavora dietro le quinte il ringraziamento vivo dell’amministrazione comunale”.</em></p>
<p>Il presidente <strong>Rossano Grazioli</strong> è proiettato verso la prossima edizione: “<em>Organizzare un evento di questa portata oggi è complesso, occorre articolare ruoli, competenze ed ambiti diversi. Il fare squadra al nostro interno lavorando sulle capacità e sull’esperienza ci permette di tenere alta la qualità dell’evento e di inserire importanti tasselli come la diretta televisiva, che si è confermata nell’ultimo biennio una scelta vincente. Un grazie speciale a chi lavora con noi tutto l’anno, all’amministrazione comunale che ci è sempre vicina, alle associazioni ed ai volontari con il loro formidabile aiuto”.</em> A tessere le lodi sull’operato organizzativo del Club Ciclistico Cremonese 1891 Gruppo Arvedi anche il presidente della Federciclismo della Lombardia Stefano Pedrinazzi: “I<em>l Circuito del Porto è una delle classiche internazionali di maggior rilievo per una regione molto attiva nelle due ruote come la Lombardia; oltre a far affiorare ricordi personali avendo disputato questa corsa da atleta, da cremonese mi rende sempre particolarmente orgoglioso”</em>.</p>
<p>Il direttore di organizzazione <strong>Antonio Pegoiani</strong> ha illustrato i dati tecnici della prossima edizione. “<em>Abbiamo strutturato la giornata di domenica 18 maggio riservando la mattina alle verifiche tecniche, dalle ore 9,00 ed alla riunione tecnica, alle ore 11,30. Presso la sede di Arvedi Commercio di via Acquaviva effettueremo la presentazione delle squadre e sarà data la partenza alle ore 13,30. Rivisitato per ragioni di forza maggiore ed in via eccezionale il tradizionale circuito pianeggiante, ricco di curve e controcurve, sarà corretto parzialmente in un nuovo anello di dieci chilometri da ripetere per diciotto volte”</em>.</p>
<p>Sul versante della partecipazione, confermata la presenza di trenta squadre per poco meno di duecento atleti, con quattro dei cinque continenti ed oltre venti nazioni presenti in gruppo. Da sottolineare la presenza, oltre a numerose formazioni continental, anche della formazione professional Team Solution Tech Vini Fantini, vincitrice dell’edizione del 2024 con lo sprint Jakub Mareczko.</p>
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		<title>Sara Fiorin vince la terza tappa del Tour El Salvador</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2025/04/06/sara-fiorin-vince-la-terza-tappa-del-tour-el-salvador/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 12:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[C - bottom news]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Elite]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Fiorin]]></category>
		<category><![CDATA[Tour El Salvador]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La velocista lombarda in maglia Ceratizit Cycling Team si impone allo sprint. Tante italiane in Top10.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a crescere il livello di <strong>Sara Fiorin</strong>, la velocista italiana in forze alla Ceratizit Cycling Team che in questo 2025 continua a dare continuità alle ottime prestazioni messe in campo sin dal inizio anno.</p>
<p>Se già al UAE Women Tour si era fatta notare in una tappa con un clamoroso secondo posto alle spalle della sola Lorena Wiebes, questa volta sara ha fatto centro e ha fatto sua la terza tappa del Tour El Salvador.</p>
<p>Una competizione che sta vedendo al via anche diverse italiane che in questa tappa hanno saputo piazzarsi tra le prime dieci. Infatti al secondo posto si è classificata<strong> Laura Tomasi</strong> che ha trovato spazio su un podio completato da Tamara Dronova-Balabolina. Molto bene anche <strong>Arianna Fidanza</strong> e <strong>Valentina Basilico</strong> che si sono piazzate rispettivamente in settima e nona posizione.</p>
<p><strong>ORDINE D&#8217;ARRIVO</strong><br />
1° <strong data-start="98" data-end="108">FIORIN</strong> Sara (CERATIZIT Pro Cycling Team) 2:58:54<br data-start="150" data-end="153" />2° <strong data-start="156" data-end="166">TOMASI</strong> Laura (Laboral Kutxa &#8211; Fundación Euskadi) +0.00&#8221;<br data-start="216" data-end="219" />3° <strong data-start="222" data-end="244">DRONOVA-BALABOLINA</strong> Tamara (Roland) +0.00&#8221;<br data-start="268" data-end="271" />4° <strong data-start="274" data-end="282">RYSZ</strong> Kaja (Roland) +0.00&#8221;<br data-start="304" data-end="307" />5° <strong data-start="310" data-end="318">SOTO</strong> Catalina Anais (Laboral Kutxa &#8211; Fundación Euskadi) +0.00&#8221;<br data-start="377" data-end="380" />6° <strong data-start="383" data-end="395">OSTOLAZA</strong> Usoa (Laboral Kutxa &#8211; Fundación Euskadi) +0.00&#8221;<br data-start="444" data-end="447" />7° <strong data-start="450" data-end="461">FIDANZA</strong> Arianna (Laboral Kutxa &#8211; Fundación Euskadi) +0.00&#8221;<br data-start="513" data-end="516" />8° <strong data-start="519" data-end="529">RADATZ</strong> Tamires Fanny (Brazil) +0.00&#8221;<br data-start="560" data-end="563" />9° <strong data-start="566" data-end="578">BASILICO</strong> Valentina (Eneicat &#8211; CMTeam) +0.00&#8221;<br data-start="615" data-end="618" />10° <strong data-start="622" data-end="634">VALENCIA</strong> Carolina (Liro Sport &#8211; Arraz Casanare) +0.00&#8221;</p>
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		<title>Coppa d&#8217;Oro: tutti i VIDEO delle sei gare di Borgo Valsugana</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2019/09/09/coppa-doro-tutti-i-video-delle-sei-gare-di-borgo-valsugana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2019 17:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Allieve]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Esordienti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 7 e domenica 8 settembre a Borgo Valsugana (Trento) si è svolto uno degli appuntamenti più importanti dell'anno per il ciclismo giovanile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2019/09/09/coppa-doro-tutti-i-video-delle-sei-gare-di-borgo-valsugana/">Coppa d&#8217;Oro: tutti i VIDEO delle sei gare di Borgo Valsugana</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>BORGO VALSUGANA (TN) &#8211; Sabato 7 e domenica 8 settembre a Borgo Valsugana (Trento) si è svolto uno degli appuntamenti più importanti dell&#8217;anno per il ciclismo giovanile. Il weekend della <strong><em>Coppa d&#8217;Oro</em></strong>. La manifestazione clou riservata alla categoria Allievi si è svolta domenica, preceduta il giorno prima dalla <em><strong>Coppa Rosa</strong></em> e dalla <em><strong>Coppa di Sera</strong></em> per le varie categorie Esordienti maschili e femminili.</p>
<p>Ecco i video di tutte le gare.</p>
<p><strong>COPPA D&#8217;ORO &#8211; ALLIEVI</strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/kpwJ2lzIpOk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>COPPA ROSA &#8211; DONNE ALLIEVE </strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/x-v08CGGRU0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>COPPA DI SERA &#8211; ESORDIENTI 1° ANNO </strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/6wt9OVVstCo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>COPPA DI SERA &#8211; DONNE ESORDIENTI 1° ANNO </strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/eltg_hBHPn0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>COPPA DI SERA &#8211; ESORDIENTI 2° ANNO </strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/fKAL1eB0p3w" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>COPPA DI SERA &#8211; DONNE ESORDIENTI 2° ANNO </strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/7cT4xhb8cZA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2019/09/09/coppa-doro-tutti-i-video-delle-sei-gare-di-borgo-valsugana/">Coppa d&#8217;Oro: tutti i VIDEO delle sei gare di Borgo Valsugana</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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		<item>
		<title>#AMOLABICI – Nibali si è tuffato come un gabbiano che plana verso il mare. Un orgoglio tutto italiano</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2018/03/17/amolabici-nibali-si-e-tuffato-come-un-gabbiano-che-plana-verso-il-mare-un-orgoglio-tutto-italiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 16:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[Featured Post]]></category>
		<category><![CDATA[milano-sanremo 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Aresi]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Nibali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nibali si è tuffato giù, verso il mare, nel sole della riviera, come un gabbiano che plana verso le onde. Il gabbiano a aperto le ali e alzato le braccia al cielo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/03/17/amolabici-nibali-si-e-tuffato-come-un-gabbiano-che-plana-verso-il-mare-un-orgoglio-tutto-italiano/">#AMOLABICI – Nibali si è tuffato come un gabbiano che plana verso il mare. Un orgoglio tutto italiano</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono delle volte in cui ci sentiamo orgogliosi di essere italiani. Oggi pomeriggio, per esempio, quando abbiamo visto quella maglia rossa e blu prendere il largo sul Poggio, l’ultima salita della corsa, della mitica <strong><em>Milano-Sanremo</em></strong>, dopo 290 chilometri di gara. Abbiamo visto la maglia rossa e blu di <strong>Vincenzo Nibali</strong> sfrecciare, attaccare dove nessuno poteva aspettarselo, a metà della salita, una salita certo non adatta a lui, eppure Vincenzo ci ha creduto.</p>
<p>Aspettavamo a quel punto <strong>Sagan</strong>, aspettavamo <strong>Kwiatowski</strong>. Invece abbiamo visto partire un corridore non proprio famoso e Nibali dietro, a fare da stopper per dare una mano a <strong>Colbrelli</strong>. Era il tratto pianeggiante del Poggio quando Nibali si è trovato improvvisamene quindici secondi avanti al gruppo e in quel momento il Poggio si è impennato e allora Vincenzo ha pensato che forse quello era il suo momento e si è messo davanti, ha accelerato progressivamente, il suo compagno di viaggio ha mollato, Vincenzo si è trovato da solo, con la lingua fuori, i denti che la mordevano, senza mai girarsi. <strong>E poi si è tuffato giù, verso il mare, nel sole della riviera, come un gabbiano che plana verso le onde.</strong> Dodici secondi di vantaggio difesi con le unghie e con i denti, piegato sul manubrio, fino a quel viale Roma mitico, l’arrivo, con il gruppo dietro, che sembravano tanti cani mastini a caccia della volpe.</p>
<p>Ma la volpe ha vinto, il gabbiano ha aperto le ali, e alzato le braccia al cielo.</p>
<p>Un’onda di emozione lo ha seguito, lo ha accompagnato, ha accarezzato tutto il pubblico di Sanremo e quello lontano, davanti al televisore, in auto con la radio accesa, davanti al computer, in streaming.</p>
<p>Vincenzo Nibali ci ha fatto battere il cuore, ha reso onore al ciclismo e all’Italia. Ancora una volta. Ed è stato bello vedere, oltre il traguardo,<strong> sua moglie e sua figlia Emma</strong> che lo aspettavano.&nbsp;È stato un ribadire le cose che più contano nella vita.</p>
<p>E poi c’è stata la premiazione: è successo qualche cosa che è sempre più raro vedere. Quando è partito l’inno nazionale, tutto il pubblico gli è andato dietro e, accanto al suono degli strumenti, dalla televisione è venuta fuori la voce della gente, <strong>la voce del popolo che cantava “Fratelli d’Italia”</strong> e l’emozione era negli occhi della gente, in qualche caso si faceva lacrime, in qualche altro sorriso, in altri ancora lo sguardo era fisso, a guardare Vincenzo sul podio e forse anche oltre il volto di Vincenzo.</p>
<p>Fissavano un sogno, la volontà di essere in alto, <strong>di volere essere un’Italia fondata davvero sul lavoro duro</strong>, sulla fatica, ma che grazie alla fatica e alle capacità può tornare a essere qualche cosa di buono, una luce per il mondo. Un’Italia che non sia più quella dei troppi furbastri e opportunisti, dei dopati e degli imbroglioni. Un’Italia che ci mette l’anima, che affronta la sofferenza e la sconfigge, un’Italia che davvero può vincere ed essere felice di se stessa. Come Vincenzo Nibali, grande siciliano. Grande italiano.</p>
<p>—</p>
<div id="attachment_434" class="wp-caption alignleft">
<p><img decoding="async" class="wp-image-434 size-thumbnail" src="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg 150w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-200x200.jpg 200w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-400x400.jpg 400w" alt="Paolo Aresi" width="150" height="150"></p>
<p class="wp-caption-text">Paolo Aresi</p>
</div>
<p><strong><em>Paolo Aresi&nbsp;</em></strong>–&nbsp;<em>giornalista e scrittore.</em><br />
<em>Dal 2015 cura la rubrica “#AMOLABICI, le Cicloctorie di Paolo Aresi” sul sito www.bicitv.it.</em><br />
<em>Il ciclismo è una sua grande passione, ha trascorso l’infanzia tifando Felice Gimondi.</em><br />
<em>Pedala con una certa energia, ma il poco tempo a disposizione lo penalizza.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/03/17/amolabici-nibali-si-e-tuffato-come-un-gabbiano-che-plana-verso-il-mare-un-orgoglio-tutto-italiano/">#AMOLABICI – Nibali si è tuffato come un gabbiano che plana verso il mare. Un orgoglio tutto italiano</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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		<title>#AMOLABICI &#8211; La bella faccia di Tiesj Benoot che ci riconcilia col ciclismo</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2018/03/10/amolabici-la-bella-faccia-di-tiesj-benoot-che-ci-riconcilia-col-ciclismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2018 13:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[Featured Post]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Aresi]]></category>
		<category><![CDATA[Tiesj Benoot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poi vedi la faccia di Tiesj Benoot e ti riconcili con il ciclismo, ti viene naturale un’ammirazione forte, un senso di rispetto. E vedi Wout Van Aert in quell’ultimo strappo ormai in città, a Siena, che non ce la fa più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/03/10/amolabici-la-bella-faccia-di-tiesj-benoot-che-ci-riconcilia-col-ciclismo/">#AMOLABICI &#8211; La bella faccia di Tiesj Benoot che ci riconcilia col ciclismo</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Poi vedi la faccia di <strong>Tiesj Benoot</strong> e ti riconcili con il ciclismo, ti viene naturale un’ammirazione forte, un senso di rispetto. E vedi <strong>Wout Van Aert</strong> in quell’ultimo strappo ormai in città, a Siena, che non ce la fa più, ma proprio più, e lo vedi quasi cadere sul lastricato, scendere dalla bicicletta, la faccia nera di fango, gli occhi che guardano scavati dalla fatica. E intorno la gente che incita, che gli dice di non mollare… e Wout cerca di risalire in sella, ma ha la mente annebbiata da quella fatica terribile, e sbaglia, finisce sulla ruota posteriore e in te che guardi il senso di ammirazione e di compassione convivono, bruciano.</p>
<p>Compassione nel senso più vero, più nobile, <strong>nel senso di provare la stessa passione, la stessa sofferenza</strong>. Non sarà mai la stessa certo, perché tu sei sul divano e non sei là fuori dopo duecento chilometri di corsa durissima, nella pioggia, nel freddo e nel fango. Ma magari qualcosa del genere lo hai vissuto e allora puoi capire quello che sta succedendo. Puoi davvero com-patire.</p>
<p><strong>Benoot arriva sporco e brutto eppure bellissimo in Piazza del Campo</strong>, in mezzo a una folla che se ne é fregata della pioggia e del freddo ed è lì, come se ci fosse il Palio, ad acclamare i corridori, questo Benoot quasi sconosciuto, che è alla sua prima vittoria da professionista; <a href="https://bicitv.it/il-belga-tiesj-benoot-si-regala-una-giornata-magica-ed-eroica-alla-strade-bianche/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è volato via come un falco, nell’ultimo tratto di strade bianche</a>, ormai strade di fango, lasciando i suoi compagni Van Aert, campione del mondo di ciclocross e Bardet. <strong>Peter Sagan</strong> ha resistito, ma alla fine ha mollato (ottavo al traguardo). Il nostro <strong>Visconti</strong> al quinto posto, grande prestazione. <strong>Roman Bardet</strong>, secondo, è stato grandissimo.</p>
<p><strong>È&nbsp;la meraviglia dello sport, del ciclismo.</strong> E in questi giorni si corre la<em><strong> Tirreno-Adriatico</strong></em>, corsa di primavera, antipasto della Milano-Sanremo, il ciclismo che entra nel vivo, corsa simbolo, ormai da decenni. Corsa appassionante, capace di offrire giornate di sole limpido, e tappe che devono affrontare la neve.&nbsp;È la sua bellezza. Oggi, sabato, è in programma la tappa probabilmente decisiva, la Foligno-Sassotetto, a 1332 metri, con nove chilometri di salita molto impegnativa.</p>
<p>Ieri, venerdì, la tappa è stata impegnativa, ma si è risolta con una serie di scaramucce: <a href="https://bicitv.it/tirreno-adriatico-primoz-roglic-anticipa-tutti-a-trevi-geraint-thomas-nuovo-leader/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha vinto Roglic,</a> ma in testa alla classifica ci sono <strong>Geraint Thomas</strong>, <strong>Greg Avermaet</strong> e <strong>Chris Froome</strong>, candidati alla vittoria finale. Qualcuno potrà impensierirli? Il nostro Vincenzo è tra i favoriti, Thomas va forte, Froome non è al top, anche perché durante l’inverno pare si sia sottoposto a carichi di lavoro molto forti in preparazione del probabile doppio impegno Giro-Tour. Ma un colpo potrebbe batterlo anche <strong>Fabio Aru</strong>. E se invece saltasse fuori il leone delle Strade Bianche, Tiesj Benoot? Stiamo a vedere. La notizia principale è che comunque siamo entrati in pieno nella stagione del grande ciclismo! E che anche noi amatori e cicloturisti ormai abbiamo cominciato a pedalare.</p>
<p>Quindi: buone pedalate a tutti.</p>
<p>—</p>
<div id="attachment_434" class="wp-caption alignleft">
<p><img decoding="async" class="wp-image-434 size-thumbnail" src="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg 150w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-200x200.jpg 200w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-400x400.jpg 400w" alt="Paolo Aresi" width="150" height="150"></p>
<p class="wp-caption-text">Paolo Aresi</p>
</div>
<p><strong><em>Paolo Aresi&nbsp;</em></strong>–&nbsp;<em>giornalista e scrittore.</em><br />
<em>Dal 2015 cura la rubrica “#AMOLABICI, le Cicloctorie di Paolo Aresi” sul sito www.bicitv.it.</em><br />
<em>Il ciclismo è una sua grande passione, ha trascorso l’infanzia tifando Felice Gimondi.</em><br />
<em>Pedala con una certa energia, ma il poco tempo a disposizione lo penalizza.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/03/10/amolabici-la-bella-faccia-di-tiesj-benoot-che-ci-riconcilia-col-ciclismo/">#AMOLABICI &#8211; La bella faccia di Tiesj Benoot che ci riconcilia col ciclismo</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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		<title>#AMOLABICI – Le corse nel deserto e le bordate di Sir Wiggins al Team Sky</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2018/02/23/amolabici-le-corse-nel-deserto-e-le-bordate-di-sir-wiggins-al-team-sky/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 20:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Aresi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli arabi hanno scoperto il ciclismo e nel nostro sport portano i dollari del loro petrolio, ma anche una ventata di entusiasmo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/02/23/amolabici-le-corse-nel-deserto-e-le-bordate-di-sir-wiggins-al-team-sky/">#AMOLABICI – Le corse nel deserto e le bordate di Sir Wiggins al Team Sky</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli arabi hanno scoperto il ciclismo e nel nostro sport portano i dollari del loro petrolio, ma anche una ventata di entusiasmo. Adesso si sta correndo il Giro degli Emirati, con <strong>Fabio Aru</strong> che è tornato in pista dopo che <strong>Nibali</strong> si è fatto vedere al Giro dell’Oman. Siamo sempre da quelle parti, giù, nel deserto, in un mondo che conosciamo così poco. <strong>Mondo islamico e arabo</strong>, maschilista, per certi versi avanzatissimo e per altri vicino al medioevo. Almeno in apparenza.</p>
<p>Trent’anni fa, parlare di “Tour dell’Oman” sarebbe stata una barzelletta. Ma è bello quello che sta succedendo, splendido vedere che il ciclismo apre i suoi orizzonti e va a scalare la montagna dell’Oman che è il loro Mortirolo, dove Nibali prende un minuto e mezzo dal vincitore e si arrabbia. Ma il Giro è ancora lontano e il Tour lo è ancora di più… e i grandi obiettivi della stagione sono questi. Anche se manca poco a un’altra corsa gloriosa, la <em>Tirreno-Adriatico</em> che, a sua volta, apre le porte alla <em>Milano-Sanremo</em>.</p>
<p>Ma l’arrivo in forze degli arabi (che hanno affidato a Beppe Saronni la loro UAE-Emirates, per la quale corre Fabio Aru, in cerca di rivincite dopo un 2017 non brillante) oltre a dollari ed entusiasmo, porterà anche un senso etico più profondo? Speriamo. Dopo il trauma della vicenda toscana, della squadra di giovani che faceva sistematicamente uso del doping, le parole di <strong>Brad Wiggins</strong>, vincitore del Tour 2012, non danno sicurezza.</p>
<p>Wiggins ha parlato a dei ragazzi della sua squadra di dilettanti inglesi, nel cuore di Londra. E li ha messi in guardia, ha dato a loro un consiglio: <strong>ha detto loro di non andare a Sky</strong>, qualora potessero diventare professionisti, di scegliere altre squadre. Ha parlato come se nel mondo del ciclismo ci fossero due anime, una sinceramente pulita, eticamente a posto, e un’altra invece nera, che per vincere accetta compromessi e soluzioni illecite. Wiggins ha fatto parte del team Sky e proprio con loro ha vinto il Tour 2012.</p>
<p>Ora si è dato al canottaggio e punta ai Giochi Olimpici del 2020. Ha detto il campione inglese: <em>“Noi vogliamo essere una squadra che si relazioni con il pubblico, non ci vogliamo nascondere in un grosso bus nero davanti a degli schermi… Non mi disamorerò mai del ciclismo, ma questo sport oggi è molto diverso rispetto a quello che mi aveva fatto innamorare. Si discute tutto il tempo di potenza e di body attillati, ma io vorrei tornare indietro ai tempi in cui Bernard Hinault si cambiava nel retro di una macchina”.</em></p>
<p>Già. Nostalgia per <strong>un ciclismo che appassionava, affascinava, entusiasmava con la sua semplicità.</strong> Hinault. Gimondi. Merckx. Anquetil. Non è una contraddizione affermare che il ciclismo per andare avanti ha bisogno di tornare indietro. In questo, Wiggins ha ragione. Sarà possibile?</p>
<p>Intanto godiamoci queste battaglie nel deserto, godiamoci i ventagli contro il vento che soffia dal Mar Rosso piuttosto che dalla Cappadocia, seguiamo Fabio Aru con la sua squadra, con Elia Viviani che piazza i suoi sprint vincenti.</p>
<p>Adesso arriva sull’Italia il grande freddo. Appena passa ricominciamo tutti a pedalare. Anch’io.</p>
<p>—</p>
<div id="attachment_434" class="wp-caption alignleft">
<p><img decoding="async" class="wp-image-434 size-thumbnail" src="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg 150w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-200x200.jpg 200w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-400x400.jpg 400w" alt="Paolo Aresi" width="150" height="150"></p>
<p class="wp-caption-text">Paolo Aresi</p>
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<p><strong><em>Paolo Aresi&nbsp;</em></strong>–&nbsp;<em>giornalista e scrittore.</em><br />
<em>Dal 2015 cura la rubrica “#AMOLABICI, le Cicloctorie di Paolo Aresi” sul sito www.bicitv.it.</em><br />
<em>Il ciclismo è una sua grande passione, ha trascorso l’infanzia tifando Felice Gimondi.</em><br />
<em>Pedala con una certa energia, ma il poco tempo a disposizione lo penalizza.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/02/23/amolabici-le-corse-nel-deserto-e-le-bordate-di-sir-wiggins-al-team-sky/">#AMOLABICI – Le corse nel deserto e le bordate di Sir Wiggins al Team Sky</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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		<title>#AMOLABICI &#8211; Dopo i fatti di Lucca, dobbiamo proteggere la bellezza e l&#8217;onestà del ciclismo</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2018/02/11/amolabici-dopo-i-fatti-di-lucca-dobbiamo-proteggere-la-bellezza-e-lonesta-del-ciclismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 21:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[antidoping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per proteggere la bellezza e l’onestà del ciclismo bisogna diventare spietati e pretendere controlli draconiani, che non si lasci passare niente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/02/11/amolabici-dopo-i-fatti-di-lucca-dobbiamo-proteggere-la-bellezza-e-lonesta-del-ciclismo/">#AMOLABICI &#8211; Dopo i fatti di Lucca, dobbiamo proteggere la bellezza e l&#8217;onestà del ciclismo</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://bicitv.it/doping-arrestati-dirigenti-dellaltopack-farmaci-nascosti-nel-frigo-video-della-perquisizione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quello che è successo in Toscana</a> mi ha lasciato senza parole, è stato come un pugno nello stomaco che spezza il respiro. Quello che gli inquirenti hanno scoperto mi ha fatto pensare a una <strong>casa degli orrori</strong>: la villetta dove i ragazzi venivano portati e imbottiti di eritoproietina, epo, ma anche venivano trattati con particolari ormoni. La morte di un ragazzo di ventun anni, un padre e una madre che istigano all’uso di queste sostanze.</p>
<p><strong>Per vincere?</strong></p>
<p>E i dubbi saltano fuori di nuovo, come fantasmi, e fanno paura. Era solo quella squadra che faceva uso di queste sostanze?&nbsp;È un caso isolato, una distorsione, una perversione di poche persone in grado di plagiare dei ragazzi? Oppure… no, non voglio nemmeno pensare a questo oppure. Non voglio pensare che altri possano arrivare a fare queste cose. Però l’inchiesta toscana pone un’altra questione, correlata: la necessità che <strong>i controlli diventino più serrati e sistematici</strong>, anche nelle categorie under ed élite, non solo tra i professionisti.</p>
<p>E poi ci sarebbe <strong>il capitolo amatori</strong>, ma francamente questo mi fa un po’ ridere. Nel senso che se un quarantenne vuole farsi del male per scalare una manciata di posizioni in una gran fondo o in una gara Udace… be’, sono fatti suoi, sono problemi suoi. Problemi di testa. Che però poi, è vero, si ripercuotono su tutti nel momento in cui queste sostanze danneggiano la sua salute; allora viene coinvolta la famiglia, il servizio sanitario nazionale… altri problemi.</p>
<p>Certo che la <strong>vicenda di Rumsas e della sua squadra</strong> è di quelle che lasciano il segno sull’opinione pubblica, una vicenda che fa molto male al nostro sport che a ogni scandalo cerca di rialzarsi e poi viene sistematicamente mandato al tappeto da qualche nuovo episodio. Quest’ultimo è di gravità particolare perché fa pensare all’opinione pubblica che il marcio non riguardi soltanto quel po’ di presunti campioni che lottano fra i professionisti per gare di prestigio, ma che <strong>tutto il sistema sia marcio</strong>, anche a livello giovanile.</p>
<p><strong>E questo non è vero.</strong> Ho conosciuto direttamente il mondo del ciclismo giovanile e so quanta passione, quanta fatica, quanta onestà ci sono da parte di dirigenti e ragazzi. Per questa ragione, <strong>per proteggere la bellezza e l’onestà del ciclismo</strong> bisogna diventare spietati e pretendere controlli draconiani, che non si lasci passare niente, che si diventi intransigenti. Bisogna pretendere che i controlli vengano fatti puntualmente.</p>
<p>E <strong>non vale l’obiezione che riguarda i costi</strong>: bisogna affrontarli e basta. Altrimenti dovremo rassegnarci a vedere il nostro sport ripiegarsi sempre più su se stesso, diventare una piccola nicchia, fin quasi a scomparire, e restare una disciplina per amatori. Un po’ come la corsa campestre: c’è una marea di gente che fa jogging, ma quanti sono quelli che seguono e si appassionano alle gare, alle maratone di alto livello? Giusto soltanto quando ci sono le olimpiadi.</p>
<p>A me piacerebbe invece che il ciclismo rimanesse uno sport entusiasmante, <strong>una scuola di vita per i giovani</strong>, e una disciplina capace di trascinare i tifosi a immedesimarsi nei grandi campioni, capaci di diventare persino dei modelli, che arrivano ad avere un valore educativo. Lo dicevo a Felice Gimondi, l’ho incontrato nel suo ufficio pochi giorni fa, gli dicevo quanto valore abbia avuto per me il suo esempio, il suo comportamento quando io ero un bambino e seguivo ogni sua impresa, ogni sua sofferenza, ogni sua sconfitta.</p>
<p>—</p>
<div id="attachment_434" class="wp-caption alignleft">
<p><img decoding="async" class="wp-image-434 size-thumbnail" src="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg 150w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-200x200.jpg 200w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-400x400.jpg 400w" alt="Paolo Aresi" width="150" height="150"></p>
<p class="wp-caption-text">Paolo Aresi</p>
</div>
<p><strong><em>Paolo Aresi&nbsp;</em></strong>–&nbsp;<em>giornalista e scrittore.</em><br />
<em>Dal 2015 cura la rubrica “#AMOLABICI, le Cicloctorie di Paolo Aresi” sul sito www.bicitv.it.</em><br />
<em>Il ciclismo è una sua grande passione, ha trascorso l’infanzia tifando Felice Gimondi.</em><br />
<em>Pedala con una certa energia, ma il poco tempo a disposizione lo penalizza.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/02/11/amolabici-dopo-i-fatti-di-lucca-dobbiamo-proteggere-la-bellezza-e-lonesta-del-ciclismo/">#AMOLABICI &#8211; Dopo i fatti di Lucca, dobbiamo proteggere la bellezza e l&#8217;onestà del ciclismo</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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		<title>#AMOLABICI – L&#8217;incredibile storia di Bendoni: sopravvissuto alla Guerra, morto in allenamento</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2018/01/20/amolabici-lincredibile-storia-di-bendoni-sopravvissuto-alla-guerra-morto-in-allenamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2018 20:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Aresi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meglio un ciclista felice che un prete triste. E così Vittorio Bendoni fece le sue prime corse appena prima di venire chiamato al fronte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/01/20/amolabici-lincredibile-storia-di-bendoni-sopravvissuto-alla-guerra-morto-in-allenamento/">#AMOLABICI – L&#8217;incredibile storia di Bendoni: sopravvissuto alla Guerra, morto in allenamento</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra volgeva alla fine, ma il disastro di <strong>Caporetto</strong> costrinse a chiamare alle armi i “ragazzi del ’99” che, alla fine del 1917, avevano solamente diciotto anni. Fra questi c’erano anche dei ciclisti promettenti, uno di loro era <strong>Vittorio Bendoni</strong> di Comenduno, figlio di una famiglia piccolo borghese, benestante, i suoi erano proprietari di una tabaccheria e salumeria in paese. I genitori erano altresì molto religiosi, e dopo avere avviata al monastero la sorella, sognavano di vedere il loro Vittorio diventare prete, o frate.</p>
<p>Per questo lo spedirono alla Scuola Apostolica del Sacro Cuore, sopra l’abitato di Albino, sulla strada per Bondo Petello. Si racconta che il giovanissimo Vittorio durante la ricreazione si sfilasse la tonaca, l’appendesse a un ramo di albero e poi corresse giù, a rotta di collo, verso il paese; arrivato a casa saltava in sella alla sua bicicletta e scorrazzava per le vie. <strong>Era la sua vera vocazione</strong>.</p>
<p>I genitori dovettero arrendersi: <strong>meglio un ciclista felice che un prete triste</strong>. E così Vittorio fece le sue prime corse appena prima di venire chiamato al fronte. Veniva descritto come un tipo nervoso, magro. Anche aggressivo. E infatti le sue prime note biografiche raccontano che sulla tradotta militare che lo stava portando a Venezia, Vittorio litigò con un soldato francese che lo prendeva in giro e lo buttò giù dal vagone. A Venezia rispose malamente a due inglesi si burlavano dei soldati italiani per via di Caporetto, ne nacque un parapiglia: finì con i due inglesi che quasi annegavano in laguna.</p>
<p>Un tipetto, insomma.</p>
<p><strong>Ebbe la fortuna di tornare a casa dal fronte.</strong> Si mise subito a correre, vinse alcune gare provinciali e si classificò al secondo posto nella Bergamo-Monza-Merate vinta dal fuoriclasse bergamasco dell’epoca, <strong>Eugenio Bernasconi</strong>. Correva per i colori dell’Atalanta, ma poi si aggregò all’Ucb, l’Unione Ciclistica Bergamasca e quindi alla Ucam (Unione ciclo, auto, moto) di Milano, con l’impegno di usare una bicicletta da corsa marca “Monza”, fornita gratuitamente, ma da restituire “a fine stagione”.</p>
<p>Era previsto anche un rimborso spese di cinquanta lire. Bendoni si mise subito in luce, trascinò la sua squadra a superare la fase eliminatoria della Coppa Italia. Nel 1925 vinse una delle gare più importanti di allora, la Coppa Del Grande, quindi si impose nella Coppa Miozzi. Entrò nel giro dei professionisti, andò ad allenarsi sulla Riviera Ligure con Girardengo, Negrini, Bestetti.</p>
<p><strong>L’obiettivo era partecipare al Giro d’Italia di quel 1926</strong>. Tornò in Lombardia e vinse la prestigiosa Coppa Caldirola. Batté un velocista di valore come <strong>Michele Mara</strong>, che si distinse poi fra i professionisti vincendo allo sprint numerose gare. Tutto lasciava presagire un Giro d’Italia effervescente per Bendoni che si allenava in maniera coscienziosa.</p>
<p><strong>Ma la vita fa i suoi conti senza chiedere permesso a nessuno</strong>, nemmeno al diretto interessato. Così in un giorno, verso la fine di marzo di quel 1926, Bendoni si stava allenando sulla strada per Brescia, all’altezza del Cassinone, con il compagno Zaverio Nava. Procedeva sul rettilineo quando, improvvisamente, un camion spuntò da una strada laterale e lo investì. Una gamba rimase sotto la ruota del veicolo. La medicina era quello che era, non esistevano gli antibiotici. Il verdetto fu terribile: bisognava amputare l’arto. Bendoni rifiutò l’operazione, disse che il ciclismo era la sua vita, che non poteva perdere la gamba. A ventisei anni. I medici accettarono di aspettare per qualche giorno, per vedere come si mettevano le cose. Si misero malissimo: si sviluppò la setticemia, l’infezione contro la quale allora non esisteva alcuna arma. <strong>Il giovane ciclista morì il 31 marzo 1926</strong>, dieci giorni dopo avere vinto la Coppa Caldirola, a meno di due mesi dal Giro d’Italia.</p>
<p>Il suo compagno,<strong> Zaverio Nava</strong>, non si fece nulla. Vent’anni dopo, appena finita la Seconda Guerra Mondiale, Nava pedalava in fondo a un gruppo di veterani, al ritorno da una passeggiata, verso Cenate. Sopraggiunse un camioncino che non lo vide perché stava facendo buio: il ciclista venne travolto, morì sul colpo.</p>
<p>Storie lontane, eppure vicine. Storie che non si sono perdute grazie agli articoli dei cronisti di quel tempo, e grazie al lavoro di un grande giornalista, <strong>Aurelio Locati</strong>, che tante di quelle vicende ha raccolto nella sua grande opera “Cent’anni di sport a Bergamo”, apparsa a fine Anni Ottanta del Novecento.</p>
<p>La storia di Bendoni e Nava getta una luce impietosa sulla vita. Sì, questa è la vita. Ma questa è anche la maledizione degli autisti distratti, non abbastanza coscienziosi che ancora oggi, come un tempo, percorrono le nostre strade.</p>
<p>—</p>
<div id="attachment_434" class="wp-caption alignleft">
<p><img decoding="async" class="wp-image-434 size-thumbnail" src="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg 150w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-200x200.jpg 200w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-400x400.jpg 400w" alt="Paolo Aresi" width="150" height="150"></p>
<p class="wp-caption-text">Paolo Aresi</p>
</div>
<p><strong><em>Paolo Aresi&nbsp;</em></strong>–&nbsp;<em>giornalista e scrittore.</em><br />
<em>Dal 2015 cura la rubrica “#AMOLABICI, le Cicloctorie di Paolo Aresi” sul sito www.bicitv.it.</em><br />
<em>Il ciclismo è una sua grande passione, ha trascorso l’infanzia tifando Felice Gimondi.</em><br />
<em>Pedala con una certa energia, ma il poco tempo a disposizione lo penalizza.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/01/20/amolabici-lincredibile-storia-di-bendoni-sopravvissuto-alla-guerra-morto-in-allenamento/">#AMOLABICI – L&#8217;incredibile storia di Bendoni: sopravvissuto alla Guerra, morto in allenamento</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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			</item>
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		<title>#AMOLABICI – La bicicletta nell&#8217;arte, al cinema e nella letteratura</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2018/01/12/amolabici-la-bicicletta-nellarte-al-cinema-e-nella-letteratura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 15:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[Featured Post]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanti scrittori e giornalisti sono stati grandi appassionati di ciclismo. Anche in tempi lontani, anche quando la bicicletta era soltanto una ragazzina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2018/01/12/amolabici-la-bicicletta-nellarte-al-cinema-e-nella-letteratura/">#AMOLABICI – La bicicletta nell&#8217;arte, al cinema e nella letteratura</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti scrittori e giornalisti sono stati grandi appassionati di ciclismo. Anche in tempi lontani, anche quando la bicicletta era soltanto una ragazzina e non aveva ancora le sue forme mature… Non sapevo tuttavia che tra gli scrittori appassionati di ciclismo ci fosse anche il grande <strong>Mark Twain</strong>, l’autore di romanzi indimenticabili come <em>Tom Sawyer e Huck Finn</em>. Romanzi che forse qualcuno di voi ha letto, magari da ragazzo. Se non lo avete fatto, andate a recuperarli e godeteveli. Con un’accortezza: prendete delle buone traduzioni, per esempio quella di Gianni Celati che riesce a restituire la freschezza e lo spirito del linguaggio di Twain, una parlata molto semplice, quasi dialettale, colorita…</p>
<p>Non sapevo che nel suo romanzo fantastico<em><strong> “Uno Yankee alla corte di re Artù”</strong></em>, proprio la bicicletta avesse un ruolo importante. Ho scoperto che Mark Twain cominciò a pedalare il 10 marzo del 1884, in sella a un biciclo, una ruota piccola e l’altra grande (127 centimetri di diametro), nel giardino della sua abitazione ad Hartford che, al tempo, era la capitale della bicicletta perché lì si trovava la fabbrica più importante degli Usa, fondata nel 1878 dal colonnello <strong>Albert Augustus Pope</strong>. Alla fine del XIX secolo, vendeva 250 mila bici all’anno. Fu proprio il colonnello Pope a inviare una bici a Twain che, in quel periodo, era il più famoso degli scrittori americani. E insieme alla bici gli mandò un istruttore. Ci impiegò una settimana, Mark Twain, per imparare a pedalare in maniera decente. Cadde un sacco di volte, ma non si fece mai veramente male, anche perché aveva sempre accanto “The expert”, l’istruttore.</p>
<p><strong>La bicicletta è protagonista di tanta arte, di tanta letteratura.</strong> Mi vengono in mente delle scene di <em>La Vita è Bella</em>, di <strong>Benigni</strong>, quando lui porta a spasso il suo bimbo e sua moglie. Mi viene in mente <em>Ladri di biciclette</em>. ripenso a diversi romanzi, anche abbastanza recenti, come <em>“Jack Frusciante è uscito dal gruppo”</em> di <strong>Brizzi</strong>, e a film come <em>il Postino</em>, <em>Totò al Giro d’Italia</em>… e canzoni… e opere d’arte: per i futuristi italiani la bicicletta era una fonte di ispirazione.</p>
<p>Del resto, ogni cosa importante della vita diventa motivo di ispirazione. E la bicicletta per tanti di noi è molto importante, è il mezzo che ci consente di trasformare la nostra forza, che per una magia tecnologica fa in mondo che le nostre gambe possano sviluppare velocità impensabili e percorrere distanze incredibili. Tutto soltanto con la forza dei nostri muscoli. Forse è per questo che <strong>la bici regala un senso di libertà, di indipendenza.</strong></p>
<p>Perché non si dipende da un motore, non si dipende da carburanti. Il mezzo tecnologico esiste, certo, ma aspetta la nostra spinta, la nostra forza. Siamo protagonisti. E negli ultimi decenni, l’andare in bicicletta ha assunto un valore ecologico che una volta non aveva, semplicemente perché il tema dell’ambiente era poco &#8211; o per nulla &#8211; sentito.</p>
<p>È facile avanzare una previsione: nei prossimi anni <strong>la bicicletta</strong>, assistita o meno, diventerà sempre più importante e forse <strong>contribuirà a cambiare in maniera radicale le abitudini di vita</strong>, e magari anche i rapporti di potere. Questo secondo elemento non è per nulla scontato, mi rendo conto che si tratta anzi di una previsione azzardata. Ma mi piace pensarlo: in fondo, il sindaco della nostra città (Bergamo), <strong>Giorgio Gori</strong>, gira abitualmente in bicicletta (pedalata assistita perché abita in Bergamo Alta). Esattamente come il mio amico <strong>Salu</strong>, senegalese che fa il parcheggiatore abusivo vicino a casa mia. Due bici diverse, ovvio, ma sempre due biciclette e quindi forse anche due modi di pensare non così lontani…</p>
<p><strong>Questi giorni di gennaio sono dolci</strong>, le temperature salgono sui dieci, dodici gradi e fanno venire voglia di riprendere la bicicletta da corsa. Ci sono alcuni miei amici che al sabato e alla domenica mattina si fanno sgroppate da cento chilometri, come se fosse primavera. Io no, questo tempo lo dedico al lavoro. Però cerco di tenermi in movimento, faccio due o tre volte la settimana una bella camminata da casa mia fino al colle di San Vigilio, 250 metri di dislivello e un’oretta di cammino (andata e ritorno). Così quando ci sarà da tornare in sella non sarò proprio “seduto”. Buone pedalate a tutti e ancora: buon anno!</p>
<p>—</p>
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<p><img decoding="async" class="wp-image-434 size-thumbnail" src="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-150x150.jpg 150w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-200x200.jpg 200w, https://bicitv.it/wp-content/uploads/2016/01/paolo-aresi-2-400x400.jpg 400w" alt="Paolo Aresi" width="150" height="150"></p>
<p class="wp-caption-text">Paolo Aresi</p>
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<p><strong><em>Paolo Aresi&nbsp;</em></strong>–&nbsp;<em>giornalista e scrittore.</em><br />
<em>Dal 2015 cura la rubrica “#AMOLABICI, le Cicloctorie di Paolo Aresi” sul sito www.bicitv.it.</em><br />
<em>Il ciclismo è una sua grande passione, ha trascorso l’infanzia tifando Felice Gimondi.</em><br />
<em>Pedala con una certa energia, ma il poco tempo a disposizione lo penalizza.</em></p>
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		<title>#AMOLABICI – Se vogliamo che i ragazzi tornino al ciclismo, dobbiamo garantire la sicurezza</title>
		<link>https://www.bicitv.it/2017/12/30/amolabici-se-vogliamo-che-i-ragazzi-tornino-al-ciclismo-dobbiamo-garantire-la-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2017 15:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#AMOLABICI]]></category>
		<category><![CDATA[Featured Post]]></category>
		<category><![CDATA[e-bike]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Aresi]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se vogliamo che il ciclismo giovanile rialzi la testa, che i ragazzi del nostro Paese ritornino a pedalare e a gareggiare, dobbiamo garantire la sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2017/12/30/amolabici-se-vogliamo-che-i-ragazzi-tornino-al-ciclismo-dobbiamo-garantire-la-sicurezza/">#AMOLABICI – Se vogliamo che i ragazzi tornino al ciclismo, dobbiamo garantire la sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se vogliamo che <strong>il ciclismo giovanile rialzi la testa</strong>, che i ragazzi del nostro Paese ritornino a pedalare e a gareggiare, <strong>dobbiamo garantire la sicurezza</strong>. Le famiglie non spingono i ragazzi verso il ciclismo per paura: non paura della fatica e del sudore, ma paura delle automobili, del traffico indisciplinato. Chi va in bicicletta abitualmente lo sa: ogni giorno c’è un automobilista che esce da uno stop e ti taglia la strada, c’è un camion che ti supera a dieci centimetri che basta un tombino o una piccola buca nell’asfalto e sbandi e allora rischi davvero la vita. Ogni ciclista lo sa che c’è ogni giorno il tipo che ti supera e poi subito svolta a destra tagliandoti in pieno la strada. E non ti chiede nemmeno scusa. Anzi, magari gli urli di andare in quel posto &#8211; con ragione da vendere &#8211; ed è capace anche di reagire.</p>
<p>In questa povera Italia, esiste anche questo problema: <strong>la maleducazione alla guida che rende le strade insicure</strong>. Non basta che la maggior parte di chi va per strada sia una persona con la testa sulle spalle: bisogna fare in modo che quella minoranza di persone indisciplinate scompaia.&nbsp; Perché è quella minoranza a decidere della vita di chi va in bicicletta. Il controllo sulle strade dovrebbe essere draconiano, perché là dove non c’è educazione bisogna intervenire con la repressione. Poi la norma diventerà cultura, cioè educazione. Per ora non è così.</p>
<p>Se vogliamo che il nostro ciclismo giovanile &#8211; e poi quello professionistico &#8211; rinasca, allora dobbiamo pretendere la sicurezza per i nostri ragazzi. Perché possiamo cantarcela e suonarcela, ma la realtà è che <strong>i ragazzi che si dedicano al nostro sport continuano a diminuire</strong>. Basta pensare alla città di Bergamo: quante società giovanili esistevano negli Anni Sessanta e Settanta? Quante ce ne sono oggi?</p>
<p>Dobbiamo pretendere, garantire la sicurezza. Delle strade, e non solanto. <strong>Garantire alle famiglie che il nostro sport è pulito</strong>, che non ci sono trucchi, che non ci sono rischi. Perché anche di questo le famiglie hanno paura. E non fanno bene questi episodi che continuano, vedi <a href="https://bicitv.it/froome-positivo-al-salbutamolo-alla-vuelta-ho-lasma-rimasto-entro-i-limiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’ultima vicenda riguardante Froome</a>, o le dichiarazioni di <a href="http://www.gazzetta.it/Ciclismo/27-12-2017/ricco-io-appestato-faccio-gelati-passione-ma-bici-torno-240508943128.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Riccò che fa il gelataio alle Canarie</a> e che afferma che se tornasse indietro certo non rifarebbe quello che ha fatto, ma che pure insinua altre cose, non certo piacevoli, e arriva a confrontare il doping fisiologico con quello meccanico (leggi motorino elettrico nella bici) dicendo che uno è magari più onesto dell’altro. Cose assurde.</p>
<p><strong>Ci consoliamo con gli amatori.</strong> Se i giovani diminuiscono, le persone mature che si danno al ciclismo aumentano e in misura notevole. Con l’avvento della <strong>bicicletta elettrica</strong>, a pedalata assistita,<strong> si apre per lo sport delle due ruote una nuova era</strong>, magari anche con nuove discipline sportive, perché no? E allora approfittiamo di questo fenomeno. Approfittiamo della nuova ondata di popolarità. Da ciclista urbano e amatore, non mi scandalizzo di certo se un amico prende la bicicletta con il motorino. Un mio vecchio compagno mi ha detto che vorrebbe ancora salire sullo Stelvio o sul Mortirolo, ma che a 77 anni non ce la fa più. E allora pensava alla bici assistita. Perché no? Penso al mio fruttivendolo, mai andato in bici, che ha comprato una mountain bike con motorino. Adesso esce tutte le domeniche e pedala e dove non ce la fa lo aiuta la spinta in più. Niente di male, anzi.</p>
<p>L’anno si chiude, un altro sta per aprirsi. <strong>Quest’anno sono arrivato a quattromila chilometri</strong>, ho fatto San Marco, Croce Domini, Foppolo, Valcava, Presolana… insomma, non mi sono fatto mancare niente. Per l’anno venturo vorrei arrivare a cinquemila e magari riuscire a partecipare al <strong>Giro di Sardegna</strong>, in aprile; un piccolo sogno.</p>
<p>L’anno va in archivio con i pranzi natalizi che ci hanno regalato un paio di chili in più. Ora bisogna rimettersi a posto; se fa troppo freddo, con belle camminate in salita, ma se la temperatura è mite magari si ricomincia a pedalare. Al ciclismo, ai ciclisti, auguro un anno di soddisfazioni e di progressi, di pedalate nude o assistite che ci rendano contenti di noi stessi, che ci portino in alto, e non soltanto nel senso altimetrico.</p>
<p>Buon anno e buone pedalate a tutti!</p>
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<p class="wp-caption-text">Paolo Aresi</p>
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<p><strong><em>Paolo Aresi&nbsp;</em></strong>–&nbsp;<em>giornalista e scrittore.</em><br />
<em>Dal 2015 cura la rubrica “#AMOLABICI, le Cicloctorie di Paolo Aresi” sul sito www.bicitv.it.</em><br />
<em>Il ciclismo è una sua grande passione, ha trascorso l’infanzia tifando Felice Gimondi.</em><br />
<em>Pedala con una certa energia, ma il poco tempo a disposizione lo penalizza.</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.bicitv.it/2017/12/30/amolabici-se-vogliamo-che-i-ragazzi-tornino-al-ciclismo-dobbiamo-garantire-la-sicurezza/">#AMOLABICI – Se vogliamo che i ragazzi tornino al ciclismo, dobbiamo garantire la sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.bicitv.it">BICITV</a>.</p>
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